5 cose da vedere al Salone del Mobile

Vedere tutto è impossibile, quindi rinunciate. Ma anche selezionare fra mille eventi sparsi per la città può essere un’impresa complessa. Il Fuorisalone dilaga, i distretti si sono moltiplicati, così per aiutarvi ho fatto una mini selezione (per niente esaustiva) di appuntamenti, diciamo i cinque imperdibili del Salone del Mobile 2018 dove andare sul sicuro.

“Living Nature. La natura dell’abitare”. Passeggiata quattro-stagioni dentro la maxi installazione di vetro e legno ideata dall’architetto Carlo Ratti insieme al biologo e landscape designer Patric Blanc e allestita in piazzetta Reale (ore 10-22). Esperienza straniante con vista guglie del Duomo che riflette sulla possibile riconciliazione fra uomo e natura: in un’atmosfera fiabesca molto suggestiva si cammina fra la vegetazione delle 4 stagioni passando dagli 0° dell’inverno (con la neve vera) ai 29° dell’estate. Si entra in gruppi di 10 persone massimo, preparatevi a fare la coda.

Storie. Design italiano. L’11° edizione del Triennale Design Museum è un viaggio nella memoria collettiva italiana, un cammino a ritroso lungo i nostri ricordi di bambini attraverso gli oggetti della vita quotidiana, dal Ciao ai Moon Boot, la Graziella, il telefono Grillo, la lampada Eclisse, la penna Tratto Pen e la lavatrice Candy. La mostra, in Triennale fino al 20 gennaio 2019 (viale Alemagna 6, 10.30-20.30), raccoglie 180 oggetti icona che hanno fatto la storia del design italiano. E’ aperta la sfida: chi li riconosce tutti?

I magazzini della Stazione centrale. Luogo affasciante i grandi magazzini raccordati dove un tempo venivano riparati i vagoni dei treni. Ancor di più se ad animarli è la creatività del design fresco e alternativo del distretto più cool del Fuorisalone, che quest’anno lascia definitivamente la zona Lambrate e mette radici in questi depositi (via Ferrante Aporti 9-15). Si chiama Ventura Centrale e se cercate qualcosa di diverso non mancate questo indirizzo, c’è perfino un diner americano dove mangiare pancakes e hamburger.

L’orto botanico di Brera. Uno dei posti più belli della città, giardino storico dell’Università Statale con piante che hanno centinaia di anni. Nascosto dentro l’edificio della Pinacoteca di Brera (via Brera 28), l’allestimento quest’anno è firmato da Mario Cucinella: 750 casette (nella foto) in miniatura, in parte arredate come le case delle bambole, che si illuminano di sera per parlare di risparmio energetico. Un indirizzo dove prendere fiato e rifarsi gli occhi nella bellezza (quella vera, dell’orto), con panchine e tavolini dove risposarsi durante la maratona del Fuorisalone. E’ parte del percorso di Interni che ha il suo clou nei chiostri della Statale, come sempre molto scenografici.

Alla scoperta della città. Il bello del Fuorisalone è che si infila dappertutto aprendo palazzi e giardini chiusi al pubblico, o trasformando radicalmente luoghi deputati a tutt’altro come i bellissimi chiostri dei San Simpliciano dove, al di là dell’allestimento dell’anno, vale sempre la pena fare un salto. Si possono vedere: Palazzo Litta (le sale al primo piano sono stupende) in corso Magenta 24, Palazzo Turati in via Meravigli 9 con il design olandese, Palazzo Serbelloni in corso Venezia 16 con l’installazione serra di Swarovsky nel cortile (e un bar), Casa degli Atellani (corso Magenta 65) dove per i 130 anni di Piero Portaluppi le stanze abitate dall’architetto ospitano anche elementi d’arredo originali e Palazzo Citterio che dal 18 al 20 dalle 17.30 alle 20 si mostra per la prima volta al pubblico dopo il lungo restauro. Non perdete il Teatro Gerolamo in piazza Beccaria, un gioiello dell’Ottocento che pochi conoscono, con Monster Cabaret: oggetti design e mini spettacolo burlesque ogni ora.

Aggiungo 2 cose perché 5 sono davvero poche per riassumere la girandola della design week. Una è il Salone del Mobile, quello ufficiale in fiera: se amate il design il tempio dell’arredamento è alla fiera di Rho con 20 padiglioni: il biglietto costa 35 euro il pubblico è ammesso solo nel weekend (9.30-18.30). Il distretto 5Vie: le strade tra via Cesare Correnti e Corso Magenta sono piene di sorprese, fra palazzi antichi,  vecchi cortili e botteghe artigiane.

Buon Salone!

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