Un Perugino al bacio

Prendetevi mezz’ora e correte a vedere l’Adorazione dei pastori del Perugino, in mostra al Museo Diocesano fino al 28 gennaio 2018 e non tanto perché è un capolavoro di un grande pittore rinascimentale che fu maestro di Raffaello e questa è una delle sue opere più belle della maturità (1502), ma semplicemente perché è un quadro che parla dritto al cuore. E non c’è bisogno di ricordarsi la storia dell’arte studiata a scuola, conoscere l’evoluzione della prospettiva o l’uso del colore nelle botteghe fiorentine del Quattrocento per apprezzarlo. Basta lasciarsi andare, sedersi in questa sala dalle luci soffuse (e purtroppo un rumoroso impianto di aerazione) e fermare la frenesia della vita per quindici minuti: scoprirete che anche un solo dipinto può avere un potere taumaturgico.

È la forza degli allestimenti singoli, che magari non hanno lo stesso fascino delle grandi mostre (a Palazzo Reale la super star del momento è Caravaggio, non perdetelo), ma non richiedono nemmeno lo stesso impegno e lo stesso tempo. Un formato perfetto per una pausa anche in un pomeriggio a metà settimana. Un’immersione totale che cancella tutte le distrazioni, lasciando negli occhi la bellezza di ogni dettaglio. Le mani in preghiera della Madonna, la testa china di Giuseppe, gli angeli…. e i piedi, che Perugino dipinge divinamente. Pochi minuti di grande conforto.

E se avete un po’ di tempo in più, con lo stesso biglietto d’ingresso al Museo Diocesano potete vedere anche la Cappella Portinari della vicina chiesa di Sant’Eustorgio: un altro capolavoro rinascimentale con gli affreschi di Vincenzo Foppa (1462-1468) inspiegabilmente sempre deserto. Non fatevela scappare, i dottori della chiesa dipinti nei quattro tondi dei pennacchi della cupola sembrano uscire dal muro tanto sono perfetti.