L’enoteca (naturale) che cercavo

L’affaccio sulla chiesa di Sant’Eustorgio (magnifico) e la quiete di un angolo nascosto a due passi dal caos della Darsena (inaspettata) lo rendono un indirizzo prezioso: varcato il cancello che dalla tranquilla via pedonale porta nel giardino di Casa Emergency è difficile non farsi conquistare. L’atmosfera rilassata che si respira all’interno e l’attenzione alle materie prime si scoprono solo in un secondo momento, ma fanno il resto. Tanto che chi approda da queste parti – me compresa – finisce per tornare, sera dopo sera, semplicemente perché è un bel posto dove si sta bene. Poi certo ci sono i vini naturali, che temo non siano il motivo principale del suo successo, e gli assaggi sfiziosi che li accompagnano – affettati, formaggi a qualche piatto cucinato – da ordinare extra. Perché di default, insieme al calice, arrivano solo taralli e pane imbevuto nell’olio, che per chi è abituato ai buffet pantagruelici dell’happy hour è un’offesa, per gli altri uno spuntino un po’ risicato, ma forse l’unica strategia per tenere lontano quella clientela che sui Navigli cerca solo di alzare il livello alcolico. Perché e/n, che sta per enoteca naturale, è un posto diverso. Di più, è il bar che cercavo.

Aperto un anno fa al piano terra dell’edificio dove Gino Strada ha trasferito il suo quartier generale (via Santa Croce 19), con Emergency condivide non solo gli spazi ma anche la filosofia devolvendo una parte del ricavato all’associazione, favorendo l’inclusione sociale con tirocini per richiedenti asilo e selezionando produttori che rispettano non solo l’ambiente ma anche le persone. Il risultato è un posto allegro e accogliente, che punta tutto sulla semplicità e predilige la qualità al profitto, la cura alla catena di montaggio degli aperitivi alla milanese, facendo attenzione alle cantine proposte, tutte rigorosamente naturali. Che significa vini prodotti da vigne coltivate senza pesticidi, fermentati spontaneamente senza l’aggiunta di additivi per correggere acidità e sapore. Chi beve al calice può consultare la lavagna all’ingresso oppure affidarsi ai consigli dei camerieri, generosi negli assaggi perché consapevoli che i vini artigianali ancora faticano a fare breccia nel palato degli italiani.

Nonostante il cuore del progetto resti il vino buono – “bere vino è giusto” è il motto scritto sulle pareti -, è in arrivo in cucina un nuovo chef che nelle prossime settimane potenzierà l’offerta gastronomica con un menu più esteso di piatti espressi che saranno serviti anche il sabato e la domenica a pranzo. Gli altri giorni il servizio parte alle 17.30. Ricordatevi di prenotare perché, sopratutto nel weekend, è sempre pieno.

e/n, via Santa Croce 19, aperto tutti i giorni dalle 17.30 alle 23.

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