Nella biblioteca di Maria Teresa d’Austria

Non è importante conoscere il latino né sapere cosa siano di preciso gli incunaboli – i libri stampati fra il 1452 e il 1500, nei primi cinquant’anni dall’invenzione della stampa a caratteri mobili – per lasciarsi stregare dalla mostra di libri antichi allestita nella più bella sala di lettura di Milano, senza dubbio una delle più belle d’Italia, sconosciuta ai più e nascosta nel cuore del Palazzo di Brera che ospita la Pinacoteca e l’Accademia delle Belle Arti. Approfittate quindi dell’occasione per risalire – o salire se non l’avete mai fatto – la scalinata che porta alla Biblioteca nazionale Braidense e da qui entrare nella straordinaria sala Maria Teresa, intitolata all’imperatrice d’Austria che dopo l’abolizione dell’ordine dei Gesuiti volle trasformare il collegio frequentato dall’alta borghesia cittadina in una casa dei saperi dove nel 1786 fu inaugurata la biblioteca e nel 1810 Napoleone istituì la Pinacoteca di Brera (erano già attivi sia l’orto botanico che l’accademia).

Lo spazio è sorprendente, l’esperienza un perfetto adagio in stile milanese: un salone lungo 40 metri e largo 10 che conserva ancora la scaffalatura originale in legno realizzate dall’architetto Piermarini nel 1785, lo stesso che progettò il Teatro alla Scala. Qui, in una decina di eleganti teche sono esposti un centinaio di volumi scelti dalla collezione di 2300 incunaboli della biblioteca, appena digitalizzata da un lavoro d’equipe che ha coinvolto l’università Cattolica. Leggete le didascalie per capire il contesto e la particolarità di ogni libro esposto, ma sopratutto lasciatevi conquistare dalla straordinaria fattura dei volumi, dalle eleganti decorazioni, talvolta addirittura realizzate ad acquarello, dalle rilegature, dalle illustrazioni e dalle annotazioni a margine. E’ un viaggio interessante agli albori dell’editoria italiana, una mostra per feticisti dell’oggetto libro, ma soprattutto un’occasione per riscoprire un luogo magico come questa biblioteca dove sembra che il tempo si sia fermato e dove viene custodito un patrimonio che conta un milione e 500 mila volumi, di cui 120 mila stampati prima del 1900, culla del più importante archivio privato di manoscritti musicali del mondo (l’archivio Ricordi), sede di una parte della biblioteca manzoniana (anche questa in via di digitalizzazione e presto a disposizione del pubblico on line) e di tutto quello che viene pubblicato nel territorio milanese, dai bollettini parrocchiali ai giornali.

La mostra si intitola “Biblioteche riscoperte”, è aperta fino al 28 marzo a ingresso gratuito dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 13.30.

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