Ascoltare storie, gesto super “adagio”

Con quell’atmosfera surreale e straniante tipica delle storie di Gianni Rodari, ascoltare C’era due volte il barone Lamberto è stato uno dei migliori antistress di questa lunga quarantena, quando a mandarmi in tilt non sono state le corse quotidiane per tenere insieme un’agenda impossibile (quella era la vita di prima), ma le ansiogene serie di numeri pubblicate ogni giorno dalla Protezione civile, nell’incertezza del domani e nella severità della fase uno che impediva anche di passeggiare sotto casa. Come molti ho approfittato della pausa forzata per scandagliare la rete, scovando chicche di ogni genere, compreso l’immenso catalogo di audiolibri che il sistema bibliotecario di Milano mette a disposizione dei suoi abbonati. Pochi lo sanno, ma è un tesoro completamente gratuito, di facile consultazione.

E così, frugando fra più di mille titoli, sono incappata in uno dei più bei libri di Gianni Rodari, forse il più grande inventore di storie della letteratura italiana: una favola senza regole che procede al contrario, esilarante e poetica, da cui è difficile staccarsi prima della fine. Ne amplifica l’effetto la magistrale lettura ad alta voce di un grandissimo attore come Massimo Popolizio: la sua voce è capace di dar corpo ai personaggi dei libri tanto da farci credere di averli in soggiorno che recitano solo per noi. E chiara diventa la differenza fra l’esperienza di un libro letto e quella di libro ascoltato. Provate: è un esercizio super adagio, un allenamento della capacità di concentrazione che fa tornare bambini. Quando, senza crucci per la testa e infernali dispositivi tecnologici fra le mani, eravamo ancora in grado di lasciarci stregare per ore dal racconto orale.

Per noi, adulti indaffarati e multitasking, è quasi impossibile restare con le mani in mano e la mente sgombra, intenti solo ad ascoltare per un tempo prolungato. Fate un tentativo: scoprirete che l’audiolibro è un’esperienza esclusiva che emoziona e culla, ma esige un’immersione totale nelle parole, che in compagnia di Popolizio diventano un piacere doppio. Bisogna stare nel qui e ora, dimenticare il telefono, le mail e le preoccupazioni. Sembra facile, non lo è. E se, come è successo a me, alla fine della storia del barone Lamberto non siete ancora sazi proseguite con Lettera al mio giudice di Georges Simenon (sempre letto da Popolizio). Non smetterete più!

Infine la dritta, perché il trucco è conoscere la strada per arrivare a questo patrimonio di storie gratis: andate sul sito del sistema bibliotecario di Milano e iscrivetevi online, poi entrate nel servizio di www.milano.medialibrary.com con il vostro nome utente e password (come ente selezionate Sistema bibliotecario milanese) e accedete a tutto il catalogo. Ci sono anche 40 mila ebook che funzionano a prestito temporale e tutte le testate giornalistiche.

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