Una latteria-bistrot nascosta nel parco

Ci sono posti che si vorrebbero tenere segreti nella speranza di riparali dal successo, che inevitabilmente porta folla, confusione e prenotazioni con largo anticipo. E’ il caso di Cascina Nascosta, un’oasi di quiete immersa nel verde del Sempione che perfino i frequentatori più assidui del parco ancora ne ignorano l’esistenza. Il consiglio, quindi, è di andarci prima che il passaparola trasformi questo angolo adagissimo in un locale alla moda dove bisogna sgomitare per sedersi.

Partiamo dal nome. Si chiama cascina perché la sua forma a ferro di cavallo ricorda la struttura delle cascine agricole, ma in realtà l’edificio appena ristrutturato non aveva niente a che vedere con la vita nei campi. Era un deposito degli attrezzi del settore verde del Comune di Milano che una volta dismesso è stato messo a bando e preso in gestione da un’associazione no profit guidata da Legambiente. Si chiama nascosta perché due terrapieni la proteggono dallo sguardo distratto dei passanti: sia dal parco che da viale Alemagna si scorge appena un pezzo di tetto. Impossibile immaginare che in quella insenatura, ai piedi della Torre Branca, stia sorgendo una cittadella dedicata alla sostenibilità, con un ristorante e un mercato aperti dallo scorso ottobre, a cui presto si aggiungerà una ciclofficina, una falegnameria e uno sportello energia aperto ai cittadini.

In attesa di ritornare alla vita normale, quando un calendario di eventi animerà il cortile, in Cascina è aperta la Latteria, un bistrot moderno con una bella sala interna verde oliva arredata con cura usando anche materiale recuperato durante la ristrutturazione (economia circolare anche nel design) e un porticato riscaldato da funghi ideale per mangiare in sicurezza in tempi di Covid. Il menu è semplice, ma gustoso, con piatti casalinghi che cambiano a seconda della disponibilità del mercato, spaziando dal tagliere di affettati e formaggi al riso al salto, i mondeghili con patate, le lasagne, la ribollita, la polenta e l’arrosto al forno, fino agli ottimi dolci fatti in casa. Poi c’è il mercato, aperto da martedì a domenica, dove acquistare l’essenziale per la tavola di tutti i giorni, un po’ come si faceva nelle latterie di una volta: frutta e verdura, riso e pasta, pane a lievitazione naturale, formaggi, marmellate, passate e così via. Per i forzati della città sarà come una gita fuori porta a chilometro zero.

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