Alla Braidense vecchi libri per piccoli sovietici

Una mostra di libri del secolo scorso con una storia che sembra a sua volta uscita da un libro: il ritrovamento in una soffitta a Colonia di una valigia di pelle sgualcita piena di volumi per bambini e il direttore di una biblioteca italiana che casualmente ne viene a conoscenza e si propone di custodirli. Li studia, li mette in ordine e ci costruisce intorno una bella esposizione, allestita in uno dei luoghi più sorprendenti della città, la sala Maria Teresa della Biblioteca Braidense. Si intitola Tempi terribili, libri belli e racconta in parallelo due vicende: quella dell’Unione Sovietica tra la rivoluzione russa e il totalitarismo e quella dei coniugi Adler, gli architetti Hans Edward e Hedwig, arrivati a Mosca nel 1930 per costruire il sogno socialista di Stalin. Due appassionati collezionisti che durante il loro soggiorno raccolgono oltre duecento libri per bambini: volumetti illustrati, alcuni anche da artisti celebri, e pubblicati tra gli anni Venti e il 1933 (anno in cui ripartono) che mostrano l’effervescenza culturale e artistica della Russia in quegli anni, il rigore dell’educazione e il mito del lavoro, del progresso e del comunismo. L’urgenza, all’epoca, era formare nuovi cittadini sovietici.

Approfittate della riapertura per tornare in questa biblioteca piena di fascino – si entra nel palazzo di Brera, dopo il cortile d’onore si percorre il corridoio dell’Accademia e in fondo si trova lo scalone che porta in biblioteca – che tra l’altro ha appena acquisito l’intera collezione di libri antichi di Umberto Eco che andranno ad arricchire scaffali che già vantano gli autografi di Alessandro Manzoni e più di duemila incunaboli. La mostra ha un allestimento elegante ed efficace con i volumi nelle teche e una serie di didascalie a bandiera che riassumono le tappe principali di un momento cruciale della storia dell’Unione Sovietica. Il percorso, adatto anche ai bambini, non poteva che partire dalla valigia dentro cui Susan McQuail, la figlia degli Adler, trovò i libri nel 1989. Il direttore della Braidense, a sua volta collezionista, venne a sapere della raccolta l’anno scorso durante il primo lockdown, da un’amica libraia di Londra. Non si fece scappare l’occasione, proponendo la biblioteca nazionale come custode del fondo. Un piccolo tesoro che conta 257 volumi, di cui 85 in ucraino e 3 in yiddish, alcuni già digitalizzati e disponibili online. Su Brera plus trovate anche un documentario che racconta tutta l’avventura.

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