Amore e morte alla corte di Lisbona

Dal Portogallo, terra bellissima che merita un viaggio, mi sono portata a casa un sacco di cose belle tra cui la luce, abbagliante, il sapore dei dolci alla crema, imbattibili, le spiagge oceaniche, vuote e ventose, con l’orizzonte sfuocato per via della salsedine, e i piccoli paesi ancora intonsi, fatti di casette bianche bordate di giallo ocra.

La tomba di Inés

Ma fra tanti ricordi c’è una vicenda struggente e macabra, che continua a tornarmi in testa. Per la sua atrocità, certo, ma anche perché è un esempio perfetto di quante storie si nascondano dentro e dietro le fredde pietre: avventure di uomini e artisti, amori e guerre, sangue e ispirazione. Aneddoti che vanno cercati, con curiosità e pazienza, andando adagio, in profondità, e, una volta scovati, di solito rendono una visita indimenticabile. E’ la tragica storia d’amore fra Dom Pedro, terzo figlio ed erede al trono del re del Portogallo Alfonso IV, e Dona Inés De Castro, dama di compagnia della moglie, di origine galiziane e, per questo, mal vista dalla corte di Lisbona. Siamo nella prima metà del Trecento e fra i due scoppia una passione travolgente, consumata in segreto per anni, che genera alcuni figli illegittimi e rimane viva anche quando il re manda la fanciulla in esilio in Spagna pur di tenerla lontana dal figlio Pedro. Alla morte della moglie, la principessa Costanza, deceduta durante il parto, Pedro è finalmente libero. Rifiuta qualsiasi contendente e, a sorpresa, annuncia la decisione di sposare Inés. Per il re è un gesto inammissibile, tanto che per stare insieme i due innamorati devo rifugiarsi a Coimbra, lontano dalle critiche della corte.

La tomba di Pedro

Ma i nobili non sono soddisfatti: l’amore di Dom Pedro è una minaccia per il paese. Sotto le insistenze della corte il re arriva alla decisione estrema e ordina l’uccisione della ragazza, accoltellata a Coimbra nelle sue stanze. Due anni dopo (1357), quando Pedro sale al trono, la vendetta è atroce fu soprannominato il vendicatore). Dopo aver assassinato i responsabili della morte di Inés – secondo la leggenda mangiando perfino i loro cuori – il nuovo re fa riesumare la salma dell’amata e la incorona regina, costringendo la corte a baciare la mano ormai in putrefazione per rendere omaggio alla donna che gli era stata portata via così violentemente.

Entrambi i corpi oggi sono sepolti nel monastero di Santa Maria di Alcobaça, straordinario edificio del XII secolo, patrimonio dell’Unesco, che anche solo per questo merita una visita (è a 100 chilometri da Lisbona). Per volere di Pedro le due tombe – capolavori d’arte gotica – sono posizionate nel transetto di destra e di sinistra della chiesa, una di fronte all’altra, così quando verrà il giorno i due amanti potranno alzarsi e la prima cosa che vedranno sarà il volto del loro amore.

Straziante.

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