La felice ossessione per i libri di carta

Ci sono lettori che puntano tutto sul contenuto e leggono voracemente qualunque edizione, anche quella digitale, che bisogna ammetterlo è molto più pratica: non occupa spazio, si mette facilmente in valigia, carica un sacco di titoli. E ci sono lettori che provano un amore feticista per il libro, che prima di essere una porta verso mondi abitati da vite che non sono la nostra è un oggetto. Io faccio decisamente parte della seconda categoria. La mia passione per un libro inizia dal colpo d’occhio e dal tatto, prima ancora che dalla parola; è un rapporto fisico che passa attraverso la copertina – immagine, colore e materia -, la consistenza delle pagine, il carattere della stampa, l’intensità del nero, il peso, la quarta. Di tutti i libri che ho amato ricordo ogni dettaglio fisico, in qualche caso anche l’odore delle pagine. Credo che sia per questo che il lettore digitale non è riuscito a conquistarmi: l’anonimato di una sola copertina nera, l’inconsistenza di uno schermo dove lo sfogliare della pagina non fa rumore, mi rendono insipida ogni storia.

Può sembrare una fissazione, capisco, ma so di non essere da sola. Davanti a un scaffale coperto di novità mi è capitato di raccogliere la confessione di lettori con la stessa mania. A tutti voi, allora, appassionati dell’oggetto libro ancora prima che della storia che fra quelle pagine si nasconde, consiglio di fare un salto alla bellissima mostra che racconta le edizioni Pulcinoelefante di Alberto Casiraghy, un catalogo di oltre 10mila volumi che lo stampatore più originale d’Italia produce nella sua casa-officina di Osnago (Lecco). Volumetti in edizione limitata (da 15 a 33 copie), stampati e cuciti a mano, che in otto pagine raccolgono aforismi (Casiraghy ne è un grande maestro), poesie, pensieri… pamphlet di carta pregiata, arricchiti da acquarelli, collage, disegni grafici, perfino oggetti incorporati, che trasformano ogni libro in un’opera d’arte. Originale e intelligente, poetica.

In mostra c’è una selezione di titoli che vanno dalla prolifica collaborazione con la poetessa Alda Merini ai volumi di gastronomia – geniale l’Omaggio al gorgonzola -, i musicisti da Mahler a John Cage, gli scrittori, gli artisti, gli illustratori, fino alla collana dedicata alla filosofia della vita. “I pulcini di Casiraghy”. cura di Andrea Tomasetig è alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese, uno spazio ricavato nel refettorio delle Stelline in corso Magenta 59. Per accedere dovete attraversare il cortile, l’ingresso è libero da martedì a venerdì 14-19, sabato 9-11.30. Fino al 31 marzo.

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