Tre consigli per un brunch

Non sono mai stata una appassionata del brunch nemmeno degli anni Novanta quando la formula della colazione/pranzo a Milano spopolava con buffet faraonici diventati il tripudio della perdizione italiana mescolata ai sapori americani (uova al bacon e affettati insieme per intenderci) tanto che dopo le prime sperimentazioni nostrane mi sono totalmente disaffezionata all’evento. La nuova invasione dei bar dove si mangia sano, si beve, si chiacchiera, si lavora, si fa l’adagio, si studia e infine si sosta, mi ha convinto a riprovare. E confesso di essere rimasta sorpresa per qualità, originalità, piatti sostanziosi e molta allegria.

Quello che mi piace della nuova moda dei brunch salutisti che spesso virano verso la cucina vegetariana e vegana è che riescono a essere incredibilmente saporiti anche quando usano la temutissima quinoa, proponendo ricette originali e sfiziose che a casa non cucinerò mai, un po’ per pigrizia, ma soprattutto per mancanza di ingredienti (semi oleosi, farina di castagna, germogli, quinoa appunto etc), e al tempo stesso sono capaci di saziarmi senza farmi rimpiangere le patatine fritte (tentazione cui non resisto). Ne consiglio tre che rispondono a quel che cerco in un pranzo della domenica.

Otto

Otto, via Sarpi 8. Perfetto per un pranzo con gli amici, meno per una cosa a due perché le dimensioni della sala e il bellissimo dehors aperto in primavera attrae soprattutto i gruppi (con bambini). Ma tranquilli, si riesce a mangiare in pace, restando seduti il tempo necessario. La sala è arredata come il soggiorno di casa e la parete di piante rende il tutto più caldo. La formula del brunch è divertente: si ordina un tagliere scegliendo il quadrOtto (piatto principale), i contorni e il dolce compilando un cartoncino che viene consegnato dal cameriere. Arrivano piatti ben conditi, ottime patate al forno, pane integrale, insalate con la feta, tartare di manzo, yogurt e frutta. Caffè americano e acqua a profusione.

Walden, in via Vetere (nella foto grande). Delizioso caffè letterario, aperto da un anno sull’angolo del parco di piazza Vetra dove un tempo la mia generazione trascorreva intere serate a far niente, Walden è il posto perfetto per il brunch: due menù a disposizione, uno vegetariano, l’altro vegano (si possono anche incrociare i piatti), molto sostanzioso, in un’atmosfera casalinga curatissima (a dominare l’unica sala è un’enorme libreria piena di titoli di case editrici indipendenti), ma senza troppe pretese. Il locale è minuscolo quindi è meglio prenotare. Purtroppo come spesso accade nei posti piccoli il successo ha costretto la turnazione dei tavoli che ahimè è un po’ rigida.

Tipografia alimentare

Tipografia alimentare, via Dolomiti 1. Anche questo posto è relativamente nuovo, dalle funzioni versatili, e anche questo si trova in un angolo bellissimo della città, lungo il naviglio della Martesana: posizione perfetta per fare due passi sul corso d’acqua (pedonale) lontano dallo struscio modaiolo, prima o dopo pranzo. Locale luminoso, tavoli colorati in formica, vino naturale sugli scaffali a vista e grande attenzione per le materie prime, di stagione e spesso a chilometro zero. Il menù è interessante, con piatti semplici che ricordano la cucina di una volta, non vegetariano ma con una particolare attenzione ai piatti a base di verdure. Le porzioni sono abbondati, state attenti a ordinare.

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