Mirta, trattoria moderna al Casoretto

La cucina solida di Juan, milanese di Montevideo, e la gentilezza in sala di Cristina, milanese e basta, hanno trasformato una vetrina decisamente fuori mano in un punto di riferimento per chi in un ristorante cerca ancora la gioia di una serata da condividere, mangiando piatti sostanziosi dai sapori decisi e ben riconoscibili, dove gli ingredienti fanno la differenza e la creatività ai fornelli è un tocco di originalità senza troppa esibizione.

Aspettavo da tempo l’occasione per scoprire il mistero di Cristina e Juan, marito e moglie nella vita, soci d’affari in questa ex trattoria che è stata capace negli anni (hanno aperto nel 2007) di attrarre i milanesi in una strada fuori mano e fuori moda (al Casoretto), più vicina al Parco Lambro che a Città Studi, in un locale che per di più è aperto solo in settimana, dal lunedì al venerdì. Incuriosita dai racconti di amici e dalla recensione di uno dei pochi critici gastronomici di cui ancora mi fido (del genere che ancora testa i locali in anonimato, pagando il conto e lasciando che il personale commetta tutti gli errori del caso), l’ho provato una sera d’estate, forse non la stagione più in sintonia con la cucina di Juan che, dal menù si intuisce, predilige formaggi e zuppe, pastrami e carni ben cotte a primi piatti freschi e freddi. Ma ho capito lo stesso il trucco: per Cristina e Juan la ristorazione è ancora il mestiere che era nell’epoca pre social e pre Masterchef, fatto di cura e attenzione per il cliente, di ricerca delle materie prime, che provengono spesso da piccoli produttori, di ricette della tradizione aggiornate e ingentilite per un popolo di impiegati che non brucia più lavorando nei campi, di porzioni normali, pane e dolci fatti in casa e una carta dei vini costruita negli anni con attenzione.

L’ambiente è semplice, i tavoli apparecchiati con tovagliette di carta e distanziati fra loro da bassi separé in muratura che isolano lasciando il piacere di mangiare tutti insieme come nelle vecchie e rumorose trattorie di una volta. Conto in linea con la qualità delle materie prime. Un posto dove tornare, un indirizzo da mettere in rubrica per le sere in cui vien voglia di mangiare fuori solamente per il gusto di farlo, senza cercare stranezze, senza inseguire mode, senza annunciarlo al mondo sui social. Semplicemente stando bene.

Mirta Trattoria, piazza San Materno 12

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