Quali serie tv guardare?

Non ci resta che abbandonarci nelle accoglienti (e pericolose) braccia di Netflix (o simili), dove l’offerta è così ampia che volendo potremmo approvvigionarci per una quarantena a visione perpetua senza mai uscire di casa. Ma attenzione però, perché le serie tv vanno usate con parsimonia (creano dipendenza!), mirando a quel che vale la pena guardare e non salterellando da una storia all’altra senza convinzione. La difficoltà è scegliere. E così, di fronte a una proposta pressoché sterminata, ho preparato una breve lista di titoli da non perdere: al di là di quelli più noti (comunque da vedere) come The Crown, Breaking Bad, Black Mirror, La casa di carta, Downton Abbey e la recentissima Hunters (con uno strepitoso Al Pacino, su Amazon prime), ecco otto consigli per tutti i gusti, ideali per i giorni di clausura.

La signora Maisel

La fantastica signora Maisel – The Marvelous Mrs. Maisel (Amazon Prime, 3 stagioni) – Con la sua sfrenata ironia la signora Maisel mi ha tirato su il morale parecchio l’anno scorso in giornate piene di malinconia. Perfetta dunque per affrontare la mestizia di questo coprifuoco: una casalinga ebrea nella New York anni ’50 dopo la separazione si trasforma in una cabarettista di successo che prende in giro la stereotipata famiglia americana. I costumi sono spettacolari, gli attori anche, le battute a raffica. Vale la pena guardarla in inglese anche se i giochi di parole sono spesso ostici.

Homeland (sei stagioni) – La miglior serie tv degli ultimi anni (non solo secondo me), adrenalina pura, sconsigliato vederla la sera tardi perché è difficile smettere. Carrie, la protagonista, è così credibile che dopo qualche puntata vi diventerà intima come un’amica. Il plot è un classico americano: la Cia cerca di sventare attacchi di nemici più o meno simili a quelli del mondo reale con ritmo al cardiopalma. Le prime due stagioni sono stupende, la terza in calo ma voi sarete già schiavi, la quarta si riprende e tiene fino alla sesta. Preveggente.

Atypical (tre stagioni) – Deliziosa commedia familiare che ruota intorno alla figura di Sam, un ragazzo del liceo affetto da autismo, abitudinario, innamorato dei pinguini, in cerca di una fidanzata. Una serie leggera ma intelligente, che affronta il tema della diversità strappando sorrisi e commovendo anche lo spettatore più coriaceo. Affezionarsi a Sam è un attimo, così come alla sua strampalata famiglia: alla fine il sentimento che prevale è una gran voglia di abbracciarlo.

Broadchurch

Broadchurch (tre stagioni) – Pochi hanno visto questa serie inglese che io ho molto amato e da qualche giorno è tornata in cima alle più viste su Netflix. Ambientata nel sud dell’Inghilterra, in un piccolo paese di provincia sul mare, genere poliziesco ma d’antan: una coppia di poliziotti molto diversi fra loro, entrambi con una vita personale disastrosa, indagano in un caso di omicidio in cui tutto il paese è potenzialmente coinvolto. Da vedere tutte e tre le stagioni.

Sherlock (quattro stagioni) – Questa versione moderna del capolavoro di Conan Doyle è geniale com’è Sherlock Holmes, con uno strepitoso Benedict Cumberbatch di cui ci si innamora alla prima puntata, accompagnato dal sodale Watson interpretato da Martin Freeman (era il protagonista della serie Fargo prodotta dai fratelli Coen). Quattro stagioni dal ritmo mozzafiato, se riuscite guardatela in inglese, è un ottimo esercizio anche se i dialoghi sono molto veloci, così come le intuizioni di Sherlock. Provate.

Sherlock

Criminal (quattro stagioni) – Chi si appassiona davanti ai complessi meccanismi di una mente criminale non deve perdere questa serie che ha la particolarità di ripetere lo stesso canovaccio declinandolo in quattro nazioni diverse, una per stagione. E così la squadra incaricata di torchiare i sospettati in un interrogatorio senza pause prende i tic dei paesi ospitanti, regalando sfumature che vanno oltre gli stereotipi. Sarebbe divertente vedere l’Italia, ma per ora c’è da accontentarsi di Francia, Inghilterra, Germania e Spagna.

Il metodo Kominsky (due stagioni) Leggera e divertente la storia di Sandy Kominsky (Micheal Douglas), attore che è stato famoso per un po’, e del suo manager Norman, amici da una vita, ormai ultrasettantenni. La trama procede fra problemi di prostata, successi mancati, tic quotidiani e nuove fiamme: non originale, ma spassosa e ben costruita. Di questi tempi una risata può aiutare.

Chiami il mio agente – Dix pour cent (tre stagioni) – Commedia francese ideale per serate spensierate dimenticandosi del dramma coronavirtus. La storia ruota intorno a una pasticciona agenzia che rappresenta star del cinema più o meno celebri che di puntata in puntata sono i protagonisti della vicenda (fra questi Isabelle Adjani, Juliette Binoche, Fabrice Luchini e Guy Marchand). Si ride parecchio sia delle miserie dello star system, che degli intrighi da ufficio degli agenti che li rappresentano. Da vedere.

Se le avete già viste, aggiungo altre due meno speciali ma comunque appassionanti. Ray Donovan, storia di un faccendiere che risolve i guai dei vip di Los Angels più o meno legalmente, violento, ubriacone e sentimentalmente devastato: un classico americano, stile rambo, che sotto sotto nasconde un dolore indicibile…. ci si affeziona. Vis a vis, serie spagnola ambientata in un carcere femminile dove approda Macarena, una ragazza borghese ed educata rimasta fregata da un amante imbroglione: crudeltà gratuite da penitenziario, intrighi, amori e amicizie in un microcosmo dove l’urgenza quotidiana è sopravvivere. Sex education, educazione sessuale di Otis, dolcissimo adolescente che ha sventura (a suo dire) di essere figlio di una sessuologa anni Settanta (una bravissima Gillian Anderson): ambientato in un liceo inglese, due stagioni per riscoprire i tormenti di quell’età di mezzo in cui tutto è più grande di te. Anche l’amicizia.

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2 Replies to “Quali serie tv guardare?”

  1. Buongiorno Teresa Volevo ringraziare per la tua newsletter sempre molto intesa e bella! E grazie per questi suggerimenti di serie Tv molto molto apprezzati ieri sera abbiamo cominciato con una delle tue! Abbraccio Francesca

    Leenee • iPhone

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