Quali serie tv guardare/2

Ormai è sicuro: sarà un inverno lungo e difficile. Se riusciremo a scampare un secondo lockdown, comunque vivremo per mesi all’insegna di coprifuoco e distanziamenti, con la cultura semi azzerata, nessuna uscita serale e molto divano in famiglia, in sicurezza, aspettando che la buriana passi. A consolarci restano le serie tv, inesauribile riserva di storie che in molte case stanno sostituendo la televisione tradizionale. E visto che la proposta in rete è davvero ampia, ho stilato una seconda lista di titoli che valgono la visione (la prima la trovare qui) per chi è meno pratico visto il successo e i ringraziamenti ricevuti la scorsa primavera in occasione della prima clausura. E’ una selezione di quello che ho visto in questi mesi e che secondo me merita un po’ del nostro tempo.

Hinterland

Hinterland (3 stagioni). E’ l’ultima mia passione. Se vi è piaciuto Broadchurch (consigliato nel primo post sulle serie tv) e avete un debole per le atmosfere inglesi, Hinterland è quello che fa per voi. Ambientata sotto i cieli plumbei del Galles, ha come protagonisti una coppia di poliziotti di poche parole che entra nella banalità del male indagando negli orrori di una comunità di provincia, nascosti sotto il tappeto per anni. Panorami mozzafiato, scogliere e fattorie nel mezzo del niente fanno da sfondo a delitti efferati che via via si scoprono legati fra loro. Le puntate durano un’ora e mezza, è un po’ come vedere un film ogni volta. Avvincente.

Fargo (3 stagioni). Vi ricordate il film dei fratelli Coen? Ecco questa serie (non a caso prodotta dagli stessi Coen) si ispira a quel cult che nel 1996 vinse due premi Oscar: stessa ambientazione nella provincia americana e stesse storie truculente che caratterizzavano la pellicola che tenne inchiodati alla poltrona milioni di spettatori. Tre stagioni (su quattro) sono ora disponibili su Prime: ambientate durante l’inverno in Minnesota, quindi costantemente sotto la neve, sono tre miniserie slegate fra loro dove di fronte a delitti atroci si consuma lo scontro ai limiti del surreale fra criminali senza scrupoli e poliziotte imbacuccate che dietro l’aria ingenua nascondono una grande determinazione. Da vedere.

Grace e Frankie (6 stagioni). E’ un’americanata, diciamolo, ma ha il pregio di strappare una risata a ogni puntata che di questi tempi è già un gran successo. Io l’ho vista durante il primo lockdown e per me è stato un ottimo antidoto al cattivo umore di quei giorni. Grace e Frankie sono due donne ultrasettantenni, diversissime fra loro in tutto, che si ritrovano a dividere lo stesso appartamento (ed esilaranti avventure connesse) dopo essere state lasciate dai rispettivi mariti (amanti, e quindi omosessuali, da decenni). Spassoso, leggero, senza impegno e soprattutto senza cliffhanger (il finale che inchioda allo schermo puntata dopo puntata). Favolose le due star, Jane Fonda nei panni di una ex manager in carriera, e Lily Tomlin in quelli di una non tanto ex fricchettona.

Grace and Frankie

Shtisel (2 stagioni). Unorthodox, la miniserie su Esty, l’ebrea ortodossa che si ribella alla comunità di Williamsburg (Brooklyn) e scappa in Germania, ha avuto molto più successo e in molti l’hanno visto. Meno nota la serie gemella Shtisel, meno edulcorata e più autentica, ambientata a Gerusalemme, dove tra l’altro compare la stessa attrice di Unorthodox (Shira Haas, è la sorella del protagonista). Al centro della storia c’è la vicenda di un padre e del suo ultimo figlio che non riesce a trovare la donna (ebrea) giusta da sposare. Credibili i personaggi e la ricostruzione della vita intima di una comunità che ancora vive fuori dal tempo e lontano dai riflettori cinematografici.

Fauda (3 stagioni). Adrenalina in salsa israeliana, una specie di Homeland ambientato in Medioriente. Al centro della scena una squadra dei servizi segreti israeliani che opera in anonimato nei territori occupati di Gaza e della Cisgiordania con il compito di sventare gli attacchi terroristici dei palestinesi. Due fronti l’uno contro l’altro, che nella vita di tutti i giorni si mescolano di continuo, per lavoro, amore, necessità… Serie interessante, con un ritmo che toglie il fiato, capace di raccontare un conflitto difficile da capire per chi non ci è nato dentro.

Tales from the Loop (1 stagione). Negli anni Sessanta in una zona rurale dell’Ohio è stato costruito sotto terra un grande laboratorio di fisica sperimentale; dieci anni dopo l’intera popolazione del paese lavora in quello che viene chiamato “The loop”, a partire dalla famiglia Wallard al centro della storia perché erede di Russ, il fisico che l’ha ideato ormai morto. Su Prime una serie che indaga fenomeni straordinari e misteriosi che viaggiano su momenti temporali diversi grazie agli esperimenti fatti in segreto sotto terra. Sulla stessa lunghezza d’onda di Stranger Things ma più credibile e per questo più inquietante.

Tales of the Loop

The stranger (1 stagione). Una famiglia apparentemente felice viene stravolta dalla confessione di una sconosciuta al marito, Adam, che al bancone di un bar scopre che la moglie Corinne non è quello che sembra. E, come un castello di carte che perde l’equilibro, in poche scene tutto il suo mondo inizia a crollare inesorabilmente. Ritmo e mistero tengono attaccati allo schermo in questo thriller avvincente e ben costruito che ha il pregio di concludersi in una sola stagione, otto puntate. Breve ma intensa, divertente, non troppo impegnativa.

This is us (4 stagioni). Sagra familiare in versione americana, storia di tre fratelli gemelli e dei loro genitori apparentemente perfetti, che viaggia avanti e indietro nel tempo per raccontare le vicende dei Pearson attraverso le diverse generazioni. A tratti è un po’ stucchevole, ma commovente e davvero coinvolgente fin dalle prime puntate nel suo essere il ritratto di una qualunque famiglia americana. Una serie senza effetti speciali e senza colpi di scena, un racconto a puntate che vi tirerà dentro in fretta, trascinandovi nelle scelte di Kevin e Randall, Jack e Rebecca, che poi sono le stesse che ognuno di noi prende nella vita di tutti i giorni.

This is us

Ultime due dritte. E’ uscita la seconda stagione di Criminal Inghilterra – la serie l’avevo consigliata nel vecchio post – e speriamo di vedere al più presto anche la seconda di Spagna, Francia e Germania perché sono scritte magistralmente; per chi non l’ha visto un passatempo divertente (specialmente le prime stagioni) è Suits, avvocati in carriera di New York, che oscillano fra buonismo e spietatezza, molto azzimati, ma sotto sotto pieni di problemi sentimentali e personali.

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