Fra le statue e i doccioni del Duomo di Milano

Concedetevi un adagio milanesissimo e andate a visitare il Museo del Duomo, luogo sconosciuto soprattutto ai milanesi che della cattedrale hanno pieni gli occhi e quando passano dal centro non la guardano nemmeno più. Di solito ci trovate una lunga coda di stranieri, ma in questo inverno ancora incerto, con il turismo dimezzato, è un’esperienza fattibile. Quindi approfittatene: scoprirete un posto affascinante e inaspettato, dove sono custodite le statue originali delle cattedrale, sostituite nei secoli da copie perché ammalorate, alcuni tesori della cattedrale – tra cui un dipinto di Tintoretto -, esemplari di guglie e doccioni, l’anima della Madonnina in ferro, fino al progetto per il quinto portale di Lucio Fontana. Pezzi unici, normalmente posizionati ad altezze vertiginose, che si possono guardare da vicino, ammirando le venature del marmo, le espressioni del viso, la leggerezza delle vesti.

Insomma, un compendio di quello che è stato nei secoli il lavoro della Fabbrica del Duomo, attiva da oltre seicento anni, anche grazie al generoso contributo dei cittadini. Ancora oggi, infatti, la manutenzione della chiesa richiede continue sostituzioni perché il marmo di Candoglia, pregiato materiale con cui è costruito il Duomo, in realtà è fragilissimo. E si rovina proprio a contatto con l’inquinamento dell’aria. Questo impone alla Fabbrica controlli frequenti, ritocchi e talvolta sostituzioni di statue e guglie con copie identiche all’originale. L’allestimento, che poteva essere noiosissimo, è al contrario una delle sorprese: firmato nel 2013 dall’architetto Guido Canali (è l’ultima versione di un museo nato negli anni Cinquanta), è un percorso a zig zag immerso nel buio, dove un’illuminazione raffinata permette di ammirare le statue da diversi punti di vista. Bellissima la sala dedicata ai bozzetti di prova che gli artisti dovevano presentare alla Fabbrica prima di essere ingaggiati in cantiere, curiosa l’infilata di statuette originariamente incastonate negli enormi capitelli della cattedrale, interessante la stanza dedicata alle vetrate.

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