Un tuffo nel mondo di Kuniyoshi

Piccoli momenti di felicità davanti al mondo visionario di Kuniyoshi dove entrare è sorprendentemente facile anche per chi, come me, non conosce l’arte giapponese. Perché si resta impigliati dalla determinazione con cui il samurai Musashi sfida una balena gigante dal corpo punteggiato di bianco, tanto da non saper per chi tifare; ammaliati davanti all’abilità tecnica con cui sono decorati i kimono delle cortigiane e le schiene tatuate degli eroi; divertiti di fronte alla follia dei pesci barcaioli, dei gatti travestiti (nella foto Proverbi illustrati con gatti), dei passerotti umanizzati.

La mostra Kuniyoshi. Il visionario del mondo fluttuante (Museo della Permanente, fino al 28 gennaio, ingresso 13 euro) è un balsamo per l’anima, perfetto adagio urbano da consumare lentamente, sala dopo sala, per godersi a pieno le 165 silografie policrome arrivate per la prima volta in Italia dal Giappone. Lasciandosi catapultare in un mondo immaginario abitato da animali mostruosi e bellissimi allo stesso tempo, eroi muscolosi e cortigiane seducenti dove la finezza dei dettagli abbatte il confine fra mondo fantastico e mondo reale. E permette un coinvolgimento totale con effetto straniamento, un tuffo nelle acque di Kuniyoshi (spruzzi, cascate, onde, gorghi e virtuose trasparenze…) favorito dalla civilissima regola che vieta di scattare fotografie con il cellulare all’interno della mostra. E allora capita di vedere gente che invece di preoccuparsi di fare bella figura sui social si immerge nei quadri fino al collo, per fissare nella mente ogni sfumatura cromatica, perché è l’unica cosa che porteranno a casa (insieme a delle belle cartoline).

Andateci senza preparazione, saranno le immagini a conquistarvi una dopo l’altra. Insieme alla bravura di un grande artista, definito dalla critica l’Arciboldo del Giappone per le figure costruite a puzzle – “tanti uomini insieme fanno un uomo” -, che ha vissuto tutta la vita circondato dai gatti, maestro dell’ukiyoe (stampa su carta impressa con matrici di colore), per niente etereo ma al contrario sensuale, fisico, carnale, nel rappresentare il mondo fluttuante.

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